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Varcata la soglia della fureria si ritrovò nella piazza d'armi, che data l'ora era vuota, eccezion fatta per le distanti guardie perimetrali e i piantoni del campo; decine di faraglioni di roccia svettavano oltre le mura attorno alla base della LEGION, emergendo dai verdi campi come scogli fra i flutti, e si snodavano fino alle pendici più sud- occidentali delle Alpi Nuvhaloriane.

La fredda aria serale di inizio Vèria fu come uno schiaffo in faccia, ma Gane non se ne preoccupo'. Il giovane chiuse la porta alle proprie spalle, con mani tremanti estrasse una chiave dalla grigia giubba e dopo due mandate la spezzò nella serratura.

Con un passo deciso ma non troppo rapido si diresse verso le stalle limitrofe, dove sapeva che avrebbe trovato il vecchio: i bamuri stavano strepitando a pieni polmoni, e solo un intruso poteva determinare un simile chiasso. Nel frattempo, le urla dei quattro merc lo raggiunsero, ma con una rapida occhiata valutò di essere l'unico a distanza sufficiente per sentirli.

<<Ho ancora qualche minuto.>> mormorò; come a smentirlo, nella notte risuonò un'alta nota di tromba. Le mura si illuminarono di torce nel giro di pochi istanti, e dalla caserma principale si alzarono i rumori normalmente riservati alla prima mattina e alle esercitazioni. La tromba risuonò ancora, con un ritmo frenetico.

Gane aggrottò la fronte, riconoscendo il segnale di un attacco esterno, e senza più curarsi di mantenere una parvenza di normalità scattò verso le stalle.

Saltò il gradino della porticina di servizio, e si ritrovò avvolto dall'odore di stallatico dell'ampio edificio in cui venivano accuditi i bamuri e gli oxen da traino della caserma; davanti a una strana biga che occupava tutto lo spazio del primo recinto individuale della stalla, vi era il vecchio con le mani alzate sopra la testa, sotto tiro dello stalliere in canottiera che aveva imbracciato una grossa balestra.

<<Presto!>> urlò Gane, attirando l'attenzione del militare. <<Lascia stare quel vecchio scemo, sta scappando perché se l'è fatta sotto. Dobbiamo preparaci all'attacco!>>

Lo stalliere abbassò l'arma.

<<Ho sentito l'allarme e- e non ha senso. Nessuno attaccherebbe una caserma della LEGION.>>

<<Ti sbagli! È un intero contingente militare: predoni Dalariani, o non-so-cosa.>> rispose subito Gane, avvicinandosi e strattonando il commilitone per portarlo verso l'uscita.

<<Ma... è impossibile! Edenn benedetto, come hanno fatto ad attraversare i confini senza essere avvistati?>>

<<Non ne ho idea, ma ora tu devi ascoltarmi bene e fare quello che ti dico, chiaro?>>